Ciao sono
Germana
Dalla danza allo Yoga
Il movimento è stato il mio primo linguaggio. La danza mi ha insegnato l’attenzione al corpo, alla precisione e allo spazio. Con il tempo, però, ho sentito il bisogno di una pratica che non fosse solo espressione, ma anche ascolto.
L’incontro con lo Yoga ha aperto una nuova possibilità: abitare il corpo in modo più consapevole, rallentare, sentire. Da lì è iniziato un percorso di studio e ricerca che continua ancora oggi.
Studio, ricerca e pratica continua
La mia formazione principale è nel Dharma Yoga, sistema sviluppato dal Maestro vivente Sri Dharma Mittra, con il quale ho studiato a New York City, approfondendo la pratica tradizionale dell’Hatha Yoga e i suoi insegnamenti filosofici.
Nel mio percorso ho inoltre approfondito Hatha Raja Vinyasa Krama, una pratica che integra respiro e movimento attraverso una progressione consapevole e ordinata delle posizioni.
Ho anche studiato Restorative Yoga, orientato al rilascio e alla rigenerazione profonda, e Sound Healing, riconoscendone il valore nel favorire stati di ascolto, quiete interiore e benessere.
La mia ricerca personale mi ha portata a praticare in diversi contesti internazionali. Durante un periodo trascorso a Bali ho partecipato a una formazione intensiva dedicata all’approfondimento dell’Hatha Tantra Yoga.
Nel mio insegnamento cerco di integrare disciplina e sensibilità, guidando pratiche che favoriscono stabilità, presenza e consapevolezza, nel rispetto delle possibilità di ogni persona.
Il mio approccio all’insegnamento: uno spazio sicuro, prima di tutto
Nel mio insegnamento cerco di creare uno spazio sicuro e accessibile, in cui ogni persona possa sentirsi accolta così com’è.
La pratica non è performance, ma presenza. Non si tratta di “fare di più”, ma di ascoltare meglio. Che si tratti di Yoga o di Sound Healing, l’attenzione è sempre rivolta alla persona, al momento che sta vivendo e alle sue reali esigenze.
ascolto del corpo
rispetto dei tempi
semplicità
continuità
La cucina come estensione della pratica
Accanto al movimento e al lavoro con il suono, la cucina vegetale è diventata parte del mio quotidiano e del mio modo di prendermi cura di me e delle persone che amo. Non nasce come un servizio, ma come una scelta personale e consapevole: un’alimentazione semplice, stagionale e accessibile, che sostiene il corpo e l’energia nel tempo.
Non serve essere chef per nutrirsi bene: basta imparare ad ascoltare il proprio corpo e a scegliere cibi che sostengono energia, leggerezza e vitalità. C’è tanta bellezza nell’alimentazione vegetale, che non è restrizione, ma scoperta; non è rinuncia, ma creatività; non è moda, ma un modo di rispettare se stessi e ciò che ci circonda.
Credo che prendersi cura di sé inizi spesso proprio da ciò che scegliamo ogni giorno, anche a tavola. In questo senso, la cucina diventa un’estensione naturale della pratica: un gesto quotidiano di ascolto e attenzione.
La mia Cucina

